Cartello della Strada dell’Olio ad Apricale, nel Ponente ligure
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Alla ricerca del buon olio d’oliva in Liguria e perché la Strada dell’Olio è soprattutto un’idea

Olio d’oliva, frantoi e l’eterna ricerca dell’autenticità

Trascorriamo parecchio tempo a Ospedaletti e nella parte occidentale della Liguria e, quando si fa così, è facile iniziare a sentirsi una specie di esperti autoproclamati della zona.

O meglio, esperti si fa per dire. Forse siamo più il tipo di persone che insiste nel definirsi esperto solo perché sa orientarsi al supermercato. E quando ci si rende conto che qui l’olio d’oliva è evidentemente una cosa seria, non resta che buttarsi nella più classica delle discipline italiane. La ricerca del prodotto autentico.

Perché la Liguria è un paradiso dell’olio d’oliva

Che cosa rende dunque la Liguria così speciale quando si parla di olio d’oliva? Prima di tutto ci sono le piccole e ostinate olive Taggiasche. Crescono su ulivi aggrappati ai pendii come se avessero frainteso il concetto stesso di crescere verso l’alto. Ma è proprio questa lotta contro la natura a dare carattere all’olio. Gli uliveti si estendono su terrazze costruite in pietra, dove il clima mediterraneo, che noi altri tendiamo a dare per scontato, mostra il suo lato più generoso.

L’olio Taggiasco è noto per il suo gusto delicato e fruttato, con una nota di mandorla e un finale leggermente pepato. È quel tipo di olio che spinge le persone a parlare di “poesia liquida” senza sembrare troppo pretenziose. Ed è proprio questo olio speciale che gli italiani stessi scelgono quando vogliono fare bella figura a tavola.

Il sapore delle terrazze e dei sentieri di pietra

Ma anche se la zona è famosa per il suo olio d’oliva, c’è una certa distanza tra le brochure patinate sulla Strada dell’Olio e le strade reali. Nella maggior parte dei casi si vedono gli uliveti dall’auto o dallo scooter, mentre si procede sobbalzando lungo tortuose strade di montagna. E i luoghi in cui si può davvero acquistare l’olio direttamente dai produttori sono rari, nascosti come piccoli segreti che richiedono pazienza e una certa disponibilità a perdersi.

Chiariamo subito una cosa. La Strada dell’Olio è un concetto che esiste in diverse parti d’Italia e non è quindi un itinerario esclusivo della Liguria, dove si estende da Ventimiglia, vicino al confine francese, attraverso l’entroterra fino a Imperia

Un percorso che sulla carta sembra un sogno per gli amanti dell’olio d’oliva, ma che nella realtà è un po’ diverso.

Frantoi, visite in azienda e il percorso del non mollare mai

La Strada dell’Olio suona meravigliosamente romantica. Ci si immagina subito a gironzolare lungo piccole strade tortuose di montagna, mentre vecchi uomini con giacche consumate fanno un cenno di approvazione al nostro passaggio, diretti da un uliveto all’altro. Ma la realtà è un po’ diversa. Si scopre infatti che la Strada dell’Olio indica più un’area che un vero itinerario.

Azienda produttrice di olio d’oliva con punto vendita vicino a Isolabona

Cassini Frantoio da Olive vicino a Isolabona

Una specie di idea mitica di un percorso che collega le aziende olivicole situate sui pendii più inaccessibili della Liguria. E quando diciamo inaccessibili, intendiamo davvero inaccessibili. Del tipo “fermiamoci un attimo a capire se qui l’auto riesce almeno a fare inversione”.

Un po’ come il nostro viaggio lungo la Strada del Prosecco. Sì, potete leggerne qui: Abbiamo percorso la Strada del Prosecco senza bere una sola goccia di prosecco. L’Italia ha infatti una capacità particolare di promuovere l’idea di un itinerario senza necessariamente preoccuparsi dell’esistenza di cartelli stradali che aiutino davvero a seguirlo. Tutto comincia bene, con indicazioni in ogni direzione, ma già al primo incrocio si viene lasciati soli con la propria capacità di tirare a indovinare.

Ma il percorso è bello. Sempre che si riesca a distogliere lo sguardo dalla strada abbastanza a lungo da osservare le terrazze ricoperte di ulivi. Eppure, anche se il tragitto è affascinante e romantico nell’idea, c’è una verità che bisogna accettare. I luoghi in cui si riesce davvero a ottenere qualcosa dalla visita sono pochi e distanti tra loro. La maggior parte delle aziende sono enclave chiuse, dove difficilmente si viene accolti come visitatori improvvisati. In compenso, con un po’ di fortuna si può trovare qua e là un frantoio con spazio sia per le auto sia per i visitatori.

Quando la comodità batte lo spirito d’avventura

Se siete in vacanza in città, senza auto, oppure state viaggiando in macchina ma non sognate una lunga escursione nell’entroterra mediterraneo, per fortuna esistono delle alternative.

I frantoi vicini ai centri abitati, per esempio a Ventimiglia, Bordighera e Taggia, sono produttori di olio generalmente più preparati ad accogliere visitatori rispetto alle aziende agricole. E si possono raggiungere facilmente a piedi.

Negozio di olio d’oliva a Sanremo

Negozio di olio d’oliva a Sanremo

Oppure c’è una soluzione intermedia. Frantoi situati poco fuori dalle città più grandi, un po’ scomodi da raggiungere senza auto, ma comunque vicini. Qui si riesce a parcheggiare più o meno facilmente e a vedere da vicino la produzione dell’olio, almeno per quanto riguarda il prodotto finale.

Consigli per acquistare olio d’oliva

Che finiate in un frantoio cittadino, in uno spaccio aziendale in mezzo alla campagna o in una qualche elegante trappola per turisti sulla costa, vale la pena ricordare alcune cose. Il prezzo non corrisponde sempre alla qualità e il vero olio Taggiasco ligure ha un gusto che parte delicato e termina con una leggera nota pepata. Se vi ritrovate con qualcosa che sa di cartone, o avete comprato un prodotto pessimo oppure il vostro senso del gusto è stato rovinato da troppo tempo trascorso in autostrada.

Come organizzare un viaggio dedicato all’olio d’oliva

Che cosa si fa dunque quando si vuole trovare un buon olio d’oliva? Se siete in vacanza in città e volete semplicemente conoscere l’olio e acquistarne qualche bottiglia da portare a casa, puntate sui frantoi nei centri abitati. Hanno negozi e potete comprare senza il timore di dover fare retromarcia su una strada di montagna. Se invece siete in viaggio con l’auto e la curiosità è la vostra migliore compagna, avventuratevi nei paesi più piccoli e cercate luoghi che si definiscono “oleoteca”, “olearia” o qualcosa di simile.

Negozio di olio d’oliva a Bordighera
Ricordatevi di controllare gli orari della pausa pomeridiana. Qui siamo a Bordighera

Che cosa significano davvero le parole sull’etichetta?

Quando vi trovate con la bottiglia in mano, potreste notare parole come monocultivar oppure blend. Non sono soltanto termini eleganti da usare per fare colpo a tavola, anche se non guasta. Dicono davvero qualcosa su ciò che si trova nella bottiglia.

Monocultivar significa che l’olio è ottenuto da una sola varietà di oliva, in questa zona quasi sempre la Taggiasca. Questo conferisce un gusto puro e caratteristico e, chiedendo ai produttori, naturalmente è l’unica scelta davvero corretta. Dall’altra parte c’è il blend, oppure multicultivar, in cui si mescolano diverse varietà di olive per ottenere un determinato profilo aromatico.

Olio d’oliva sugli scaffali di un supermercato italiano

Si possono acquistare ottimi oli d’oliva anche al supermercato. Spesso i migliori si trovano in alto e quelli meno pregiati in basso.

Alcuni fanno un passo ulteriore e spremono esclusivamente olive provenienti dalla propria azienda, una caratteristica che a volte viene descritta come raccolta aziendale o con espressioni simili. Non viene sempre indicata con la stessa evidenza sull’etichetta, ma quando compare di solito non cercano certo di nasconderla.

Tra i produttori spesso indicati come alcuni dei migliori del Ponente ligure ricorrono nomi come Roi (Boeri), Anfosso e Terre Liguri. Tutti producono eccellenti oli monocultivar Taggiasca e, se riuscite a procurarvi una delle loro bottiglie, potete aspettarvi un olio serio quanto promette l’etichetta.

La conclusione o forse no

Esiste un modo perfetto per vivere la Strada dell’Olio? Probabilmente no. Ma forse non si tratta tanto di trovare l’olio perfetto, quanto di divertirsi durante la ricerca. E se alla fine comprate il vostro olio in qualche piacevole negozio turistico di Sanremo, forse non importa poi così tanto.

 

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